Si tratta sostanzialmente di specificare un contenuto di tipo alternativo "forzando" un po le specifiche del W3C che sembrerebbero prevedere la possibilità di fornire contenuto alternativo solo sul dominio corrente o al massimo su sottodomini ma non su domini completamente diversi.
Proviamo ad entrare più in dettaglio.
Analizzando il codice della home page vediamo:
<link rel=alternate type="text/html" lang=it hreflang=it title="Italia" href="http://it.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=fr hreflang=fr title="France" href="http://fr.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=de hreflang=de title="Deutschland" href="http://de.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=es hreflang=es title="España" href="http://es.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=nl hreflang=nl title="Nederland" href="http://nl.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=pt hreflang=pt title="Brasil" href="http://pt.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=pl hreflang=pl title="Polska" href="http://pl.qmpeople.com/" /> <link rel=alternate type="text/html" lang=ru hreflang=ru title="Россия" href="http://ru.qmpeople.com/" />Sostanzialmente lo spider rileva che esistono otto sottodomini che forniscono contenuti alternativi in lingue diverse dall'inglese. Fin qui tutto normale.
Il punto però è che richiamando ad esempio http://fr.qmpeople.com/ tramite un header di tipo 301 si viene rediretti verso il dominio http://www.qmpeople.fr/ ossia un dominio di secondo livello completamente diverso. In questo modo si può realizzare un network di siti collegati tra loro in modo semantico e non solo tramite link testuali senza alcun significato.
Anche il loro blog è stato realizzato utilizzando lo stesso meccanismo. Credo che questa tecnica possa essere efficacemente utilizzata da tutti coloro che gestiscono blog multilingua e che vorrebbero poter creare una rete senza incappare in penalizzazioni. Che ne pensate?

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